non profit: pubblicazione dei contributi pubblici entro il 30 giugno 2026

Enti non profit: pubblicazione dei contributi pubblici entro il 30 giugno 2026

Gli enti non profit che nel corso del 2025 hanno ricevuto contributi, sovvenzioni, sussidi o altri vantaggi economici da pubbliche amministrazioni o soggetti pubblici devono verificare se ricorre l’obbligo di pubblicazione previsto dalla normativa sulla trasparenza.

La scadenza da segnare è il 30 giugno 2026. Entro tale data, gli enti interessati devono pubblicare le informazioni relative alle somme pubbliche incassate nel 2025, qualora l’importo complessivo sia pari o superiore a 10.000 euro. Il Ministero del Lavoro ha chiarito che il termine ordinario per l’adempimento è il 30 giugno di ogni anno.

Chi è interessato dall’obbligo

L’obbligo può riguardare, tra gli altri:

  • associazioni;
  • fondazioni;
  • enti del Terzo settore;
  • ex Onlus;
  • associazioni sportive dilettantistiche;
  • altri enti non profit che ricevono erogazioni pubbliche.

Rientrano nell’obbligo le somme ricevute da pubbliche amministrazioni e da soggetti pubblici o assimilati, purché si tratti di contributi, sovvenzioni, sussidi, vantaggi o aiuti non aventi natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. Il Ministero ha precisato che restano esclusi gli apporti di natura corrispettiva, cioè quelli collegati a uno scambio tra prestazione e pagamento di un corrispettivo.

Quando scatta la soglia dei 10.000 euro

Ai fini della verifica occorre fare riferimento alle somme effettivamente incassate nel 2025. Non rilevano quindi i contributi soltanto deliberati, concessi o stanziati, ma non ancora incassati dall’ente.

La soglia di 10.000 euro deve essere considerata in modo cumulativo: non si guarda alla singola erogazione, ma al totale dei vantaggi economici pubblici ricevuti nel corso dell’anno. Anche più contributi di importo inferiore a 10.000 euro possono quindi far scattare l’obbligo se, complessivamente, raggiungono o superano tale limite.

Quali informazioni devono essere pubblicate

Per ciascun contributo ricevuto è opportuno predisporre un prospetto chiaro e facilmente consultabile, indicando almeno:

  • denominazione del soggetto erogante;
  • importo incassato;
  • data di incasso;
  • causale dell’erogazione.

È consigliabile indicare anche la denominazione e il codice fiscale dell’ente beneficiario, così da rendere il prospetto completo e coerente con i chiarimenti ministeriali.

Dove pubblicare i contributi pubblici

La pubblicazione deve avvenire sul sito internet dell’ente o su un analogo portale digitale.

Se l’ente non dispone di un proprio sito web, è possibile utilizzare anche una pagina social dell’ente oppure il sito della rete associativa o dell’associazione di appartenenza, purché le informazioni siano liberamente accessibili al pubblico.

Il 5 per mille non rientra nel calcolo

Le somme ricevute a titolo di 5 per mille non devono essere considerate nel calcolo della soglia dei 10.000 euro prevista per la pubblicazione dei contributi pubblici. Tali somme sono infatti soggette a specifiche regole di rendicontazione e pubblicità.

Cosa rischia l’ente in caso di mancata pubblicazione

Il mancato rispetto dell’obbligo può comportare sanzioni amministrative. In particolare, il regime sanzionatorio prevede una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti, con un minimo di 2.000 euro, oltre all’obbligo di effettuare comunque la pubblicazione. Se l’ente non provvede entro 90 giorni dalla contestazione, può essere prevista la restituzione integrale del beneficio ricevuto.

Cosa devono fare gli enti entro il 30 giugno 2026

Gli enti non profit interessati dovrebbero quindi verificare per tempo tutte le somme pubbliche incassate nel 2025, distinguendo tra contributi rilevanti, somme escluse e importi soggetti ad altri obblighi di rendicontazione.

È opportuno predisporre un prospetto riepilogativo ordinato, controllare il superamento della soglia di 10.000 euro e procedere alla pubblicazione entro il termine del 30 giugno 2026.

Per assistenza nella verifica dell’obbligo, nella classificazione delle somme ricevute e nella predisposizione del prospetto da pubblicare, è possibile contattare Evolve stp.

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